Napoli-Inter 0-0

Sunday, February 14, 2010

 

Nessun gol ma tante emozioni nel posticipo tra Napoli e Inter, che regalano 90 minuti molto intensi creando diverse occasioni. Su tutte, i pali di Hamsik e Quagliarella da una parte, e Muntari dall'altra. Miracolo di Julio Cesar su Denis.

Hanno provato a vincere, giocando a viso aperto per 90 minuti. Alla fine, tra pali, miracoli dei portieri, e una decisione arbitrale dubbia, Napoli e Inter si sono dovute accontentare dello 0-0, che in fondo può andar bene a entrambi.

Mazzarri, costretto a fare a meno di Maggio, squalificato, e Lavezzi, ancora infortunato, ripropone il 3-4-2-1, con Zuniga sull'out di destra, Aronica a sinistra e Denis terminale avanzato, sostenuto dalla coppia Quagliarella-Hamsik.

Mourinho ha invece l'imbarazzo della scelta, con i soli Stankovic e Materazzi indisponibili (oltre ovviamente a Chivu). Imbarazzo che porta come annunciato all'esclusione di Eto'o, lasciato in panchina per far spazio a Milito-Pandev, col rientrante Sneijder trequartista. Muntari brucia Motta per affiancare Cambiasso e Zanetti, mentre al centro della difesa torna la coppia Samuel-Lucio, con Santon terzino sinistro. La sorpresa però è proprio in panchina, dove al fianco di Eto'o non c'è Balotelli, fermato, si dice, da un problema alla pianta del piede.

L'inizio è un assalto all'arma bianca, o meglio azzurra: il Napoli parte fortissimo e sorprende l'Inter, con Zuniga attivissimo a destra, Denis che lotta come un leone sui palloni alti, e Hamsik bravo a muoversi tra le linee. Dopo un paio di incursioni centrali chiuse con qualche affanno dalla retrogaurdia di Mourinho, proprio lo slovacco sfiora il colpaccio: stop perfetto su una ribattuta corta della difesa, e perfetto tiro a giro che supera Julio Cesar e si stampa sulla traversa. L'Inter sembra frastornata e fatica a farsi vedere nella metà campo avversaria, anche perchéi partenopei non sono bravi solo in fase di possesso, ma si muovono in maniera molto armonica anche in contenimento, concentrando in particolare le attenzioni su Sneijder, puntualmente raddoppiato, e Pandev, che cerca spesso spazio arretrando, ma non lo trova.

Al primo affondo nerazzurro, arrivano le proteste: Maicon recupera palla a destra, mette in mezzo e trova il braccio di Aronica, che sembra in effetti un po' troppo largo. Rimarrà l'unico vero episodio dubbio (anche dal replay, il rigore ci poteva senz'altro stare) di una partita molto tesa, a tratti nervosa, che Rosetti è però riuscito nel complesso a controllare piuttosto bene.

Ma nella prima mezz'ora c'è quasi solo il Napoli. E per fortuna dell'Inter, c'è anche Julio Cesar: straordinario al 18esimo il suo riflesso sul volo d'angelo di Denis, che incoccia benissimo di testa il cross da destra di Hamsik. Una parata che vale come una doppietta.

Alla mezz'ora l'Inter finalmente reagisce, e stavolta la fortuna sorride al Napoli: sugli sviluppi di un angolo, il ghanese dai 25 metri si coordina benissimo e scarica una sassata che fa tremare l'incrocio dei pali. Da quel momento, la partita cambia volto. L'Inter conquista fiducia e metri di campo, fa girare con più calma e precisione il pallone, e pur faticando a trovare spazi entra in partita. Il Napoli rifiata, si preoccupa di contenere, ma prova anche a ripartire non appena se ne presenti l'occasione. Nell'ultima fase del primo tempo, le occasioni migliori sono così ancora dei partenopei, con i contropiedi di Quagliarella prima e Hamsik poi: l'attaccante è impreciso, mentre sull'occasione del centrocampista è decisiva la chiusura di Santon.

Nella ripresa è invece l'Inter, che si presenta con Mariga al posto di un nervoso Muntari, a partire meglio. La linea difensiva resta più alta, il pressing in mezzo funziona meglio, e persino Sneijder riesce finalmente ad avere un po' di spazio, trovando al 46esimo il primo tiro in porta. Subito dopo nuove proteste dell'Inter, con Milito che va giù in area su una punizione battuta da Sneijder: la trattenuta della maglia c'è, ma appena accennata, e gli estremi per il penalty non sembrano evidenti. Ma la vera occasione per gli ospiti capita sui piedi di Pandev, che dopo una splendida azione Milito-Mariga stoppa in area, si libera di Cannavaro, ma tutto solo. dall'altezza del dischetto, calcia addosso a De Sanctis.

Pazienza e Gargano faticano molto più di prima a prender palla e costruire, mentre Zuniga inizia ad accusare la stanchezza. Il Napoli però non ci sta a fare da spettatore, e dopo aver subito rialza la testa. Soprattutto grazie a Dennis, che continua a lottare come un matto su ogni pallone, riuscendo spesso ad avere la meglio sulle palle alte contro Samuel e Lucio: come al 65esimo, quando l'argentino è bravissimo a fare la sponda di petto per Quagliarella che batte pulito di prima intenzione, trovando però ancora il palo che strozza in gola l'urlo del San Paolo. Sulla respinta, la palla torna ancora sui piedi di Denis, che a porta vuota spara altissimo: il replay regala attenuanti all'attaccante di Mazzarri, tradito da un rimbalzo falso del pallone. A questo punto le squadre sono stanchissime, l'Inter inizia a dare l'impressione di accontentarsi, tenendo palla. mentre il Napoli continua a provarci con più convinzione, con Denis che di nuova getta scompiglio in area agganciando un tiro sporco di Quagliarella e scavalcando Julio Cesar con un pallonetto troppo morbido su cui Samuel sbroglia senza problemi.

Finisce quindi con uno 0-0 bugiardo, visto quello che le squadre hanno costruito, e che lascia un po' di amaro in bocca soprattutto ai padroni di casa, protagonisti davvero di una grande prestazione. I partenopei conservano comunque il quarto posto, sia pure in coabitazione con la Sampdoria, e quel che più conta dimostrano uno stato di salute che lascia davvero ben sperare in ottica Champions. L'Inter invece esce indenne da una trasferta insidiosa, tenendo a distanza di sicurezza le dirette avversarie per il titolo. Per gli uomini di Mourinho, d'altronde, il grande appuntamento di febbraio non era certo questo del San Paolo.




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